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	<title>BlogFutura</title>
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	<description>Il blog sull'informatica</description>
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<title>BlogFutura</title>
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		<title>Sei seguito su Twitter?</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Edelman, societa&#8217; di consulenze per le pubbliche relazioni, ha creato uno strumento per sapere quanto si e&#8217; seguiti su Twitter.
 Si tratta del programma &#8216;TweetLevel&#8216;, che misura la popolarita&#8217; degli utenti del micro-blog, ed e&#8217; elaborato in base ad un algoritmo che tiene conto non solo della quantita&#8217;, ma anche della qualita&#8217; dei messaggi inseriti su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">Edelman</span></strong>, societa&#8217; di consulenze per le pubbliche relazioni, ha creato uno strumento per sapere quanto si e&#8217; seguiti su <span style="color: #000080;"><strong>Twitter</strong></span>.<span id="more-2201"></span></p>
<p style="text-align: justify;"> Si tratta del programma<strong><span style="color: #ff0000;"> &#8216;TweetLevel</span></strong>&#8216;, che misura la popolarita&#8217; degli utenti del micro-blog, ed e&#8217; elaborato in base ad un algoritmo che tiene conto non solo della quantita&#8217;, ma anche della qualita&#8217; dei messaggi inseriti su Twitter.</p>
<p style="text-align: justify;">In base alla classifica di TweetLevel,tra gli utenti piu&#8217; popolari su Twitter ci sarebbe Ashton Kutcher, marito di Demi Moore.</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong>FONTE ANSA</strong></span></p>
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		<title>Ebay e Skype divorziano</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 22:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il divorzio fra Ebay e Skype è ufficiale: il sito di aste online ha completato la cessione di Skype, l&#8217;operatore telefonico online, mettendo fine a un matrimonio che si è rivelato infelice fin dall&#8217;inizio.
 Ebay, in base all&#8217;accordo ufficiale, manterrà il controllo del 30% di Skype, vendendone il 70% a un gruppo di investitori guidato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il divorzio fra <span style="color: #800000;"><strong>Ebay e Skype</strong> </span>è ufficiale: il sito di aste online ha completato la cessione di Skype, l&#8217;operatore telefonico online, mettendo fine a un matrimonio che si è rivelato infelice fin dall&#8217;inizio.<span id="more-2198"></span></p>
<p style="text-align: justify;"> Ebay, in base all&#8217;accordo ufficiale, manterrà il controllo del 30% di Skype, vendendone il 70% a un gruppo di investitori guidato da Silver Lake e Joltid, e del quale fanno parte fra gli altri Andreessen Horowitz e Canada Pension Plan Investment Board.</p>
<p style="text-align: justify;">La vendita porterà nelle casse di Ebay <span style="color: #000080;"><strong>1,9 miliardi di dollar</strong></span>i subito, mentre altri <span style="color: #0000ff;"><strong>125 milioni </strong></span>saranno versati successivamente: complessivamente la transazione valuta Skype 2,75 miliardi di dollari. Il completamento dell&#8217;operazione coincide con l&#8217;introduzione del primo negozio reale pop-up di Ebay, situato a Manhattan, che resterà aperto dal oggi fino al 29 novembre. La conclusione dell&#8217;operazione è stata in bilico fino agli inizi di novembre, in seguito alle due azioni legali avviate dai fondatori di Skype Niklas Zennstrom e Janus Friis.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 9 novembre scorso, però, era arrivata la schiarita con il raggiungimento di un accordo che metteva fina a una controversia legale che rischiava di mandare a monte la vendita. A metà settembre Zennstrom e Friis, hanno presentato due cause: la prima riguarda l&#8217;utilizzo da parte di Skype di tecnologie prodotte dalla Joltid, società che fa capo a Zennstrom e Friis, oggetto di un accordo ormai scaduto con Ebay. Nella seconda azione legale i due sostengono che Mike Volpi, ex dipendente di una delle loro società e attuale partner di una delle aziende con le quali Ebay ha raggiunto l&#8217;accordo per Skype, abbia usato informazioni confidenziali in suo possesso per chiudere l&#8217;intesa. Del 70% venduto il 14% va a Zennstrom e Friis, mentre il restante 56% viene diviso fra gli altri investitori. Ebay ha acquistato Skype nel 2005 per 2,1 miliardi di dollari, una cifra da subito valutata eccessiva dagli analisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per mettere le mani su Skype e sconfiggere Google, l&#8217;allora numero uno di Ebay Meg Whitman mise sul piatto, oltre ai 2,1 miliardi di dollari, anche lauti incentivi per gli azionisti della società di servizi telefonici online, arrivando a pagare complessivamente circa 3 miliardi di dollari. L&#8217;unione è da subito risultata difficile ma l&#8217;uscita di Whitman lo scorso anno ha accelerato le procedure di &#8217;separazione&#8217;. I fondatori di Skype hanno provato ad acquisire il controllo sulla loro creatura insieme ad alcuni investitori, ma la loro offerta è stata bocciata perché troppo bassa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il successore di Whitman, John Donahoe, sin dal giorno del insediamento ha dichiarato che avrebbe speso tempo a valutare Skype e le sue potenziali sinergie con Ebay. Un esame che si è tradotto nell&#8217;annuncio dello spin-off di Skype e la sua quotazione nella prima metà del 2010, in seguito alle pressioni sul management del sito di aste online da parte degli investitori. Nonostante l&#8217;annuncio, però, Ebay ha continuato a cercare possibili acquirenti per Skype, arrivando a trattare &#8211; secondo indiscrezioni &#8211; anche con Google, che alla fine ha gettato la spugna sulla scia dei timori che l&#8217;acquisto avrebbe irritato le compagnie di telefonia mobile con le quali ha legami per Android. E così la ricerca di una acquirente è andata avanti fino a oggi e all&#8217;accordo con il gruppo di investitori privati.</p>
<p style="text-align: justify;">FONTE ANSA</p>
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		<title>Censis:Facebook conquista italiani</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 22:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La &#8221;piazza&#8221; virtuale del social network e&#8217; la vera grande novita&#8217; nel consumo dei media degli italiani. 
Il piu&#8217; conosciuto e&#8217; Facebook (dal 61,6%), e si viaggia sul web 2.0 soprattutto per mantenere i contatti con gli amici (70.5%),oppure per ritrovare quelli  smarriti.Lo dice il rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione. Sono 5 i social network piu&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La &#8221;piazza&#8221; virtuale del <span style="color: #ff0000;"><strong>social network</strong> </span>e&#8217; la vera grande novita&#8217; nel consumo dei media degli italiani. <span id="more-2191"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il piu&#8217; conosciuto e&#8217; <span style="color: #ff6600;"><strong>Facebook (dal 61,6%</strong></span>), e si viaggia sul web 2.0 soprattutto per mantenere i contatti con gli amici (70.5%),oppure per ritrovare quelli  smarriti.Lo dice il rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione. Sono 5 i social network piu&#8217; popolari:Facebook,noto al 61,6% degli italiani,YouTube (60,9%),Messenger (50,5%),Skype (37,6%) e MySpace (31,8%).</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong>FONTE ANSA</strong></span></p>
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		<title>Italiani pagherebbero news on line</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 19:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 62% degli italiani che utilizza il web e&#8217; pronto a pagare per le news online: lo dice un sondaggio del Boston Consulting Group (Bcg).
Secondo lo studio gli utenti del nostro paese sono pronti a spendere fino a 7 dollari al mese. A livello generale l&#8217;Italia e&#8217; il paese piu&#8217; aperto alle news online, tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 62% degli italiani che utilizza il web e&#8217; pronto a pagare per le <span style="color: #0000ff;"><strong>news online</strong></span>: lo dice un sondaggio del <span style="color: #800000;"><strong>Boston Consulting Group </strong></span>(Bcg).<span id="more-2188"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo lo studio gli utenti del nostro paese sono pronti a spendere fino a 7 dollari al mese. A livello generale l&#8217;Italia e&#8217; il paese piu&#8217; aperto alle news online, tra nove considerati. Fanalini di coda sono Usa, Gran Bretagna ed Australia dove solo il 48% degli utenti e&#8217; pronto a pagare le news (il 50% in Australia) e a cifre dimezzate.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong>FONTE ANSA</strong></span></p>
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		<title>In Germania causa contro wikipedia</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 17:41:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due cittadini tedeschi che nel 1990 uccisero un attore in Baviera, hanno fatto causa a Wikipedia. 
Wolfgang Werle&#8217; e Manfred Lauber chiedono la rimozione dei loro nomi dalla biografia della vittima pubblicata sulle pagine in lingua inglese della nota enciclopedia virtuale. Grazie alla legge sulla privacy in Germania, i due hanno gia&#8217; ottenuto la rimozione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Due cittadini tedeschi che nel 1990 uccisero un <span style="color: #0000ff;"><strong>attore in Baviera</strong></span>, hanno fatto causa a<span style="color: #800000;"><strong> Wikipedia</strong></span>. <span id="more-2184"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Wolfgang Werle&#8217; e Manfred Lauber chiedono la rimozione dei loro nomi dalla biografia della vittima pubblicata sulle pagine in lingua inglese della nota <span style="color: #008000;">enciclopedia virtuale</span>. Grazie alla legge sulla privacy in Germania, i due hanno gia&#8217; ottenuto la rimozione dei rispettivi nomi dalla versione tedesca della biografia di Sedlmayr pubblicata su Wikipedia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong>FONTE ANSA</strong></span></p>
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		<title>Microsoft cancella migliaia di utenti da Xbox Live</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 22:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Una massiccia campagna antipirateria ha portato all&#8217;estromissione di migliaia di utenti da Xbox Live, uno dei tanti servizi Microsoft.
Xbox consente ai suoi 20 milioni di utenti sparsi nel mondo di sfidarsi l&#8217;un l&#8217;altro ai videogiochi via internet.Gli utenti sono stati allontanati, ha spiegato Microsoft,perche&#8217; hanno modificato la console Xbox in modo da usare copie pirata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">Una massiccia <span style="color: #0000ff;"><strong>campagna antipirateria</strong></span> ha portato all&#8217;estromissione di migliaia di utenti da Xbox Live, uno dei tanti servizi Microsoft.<span id="more-2182"></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Xbox</strong></span> consente ai suoi 20 milioni di utenti sparsi nel mondo di sfidarsi l&#8217;un l&#8217;altro ai <span style="color: #ff6600;"><strong>videogiochi</strong></span> via internet.Gli utenti sono stati allontanati, ha spiegato Microsoft,perche&#8217; hanno modificato la console Xbox in modo da usare copie pirata dei giochi. La casa di Redmond non indicato il numero di giocatori messi al bando, ma si parla di un milione di utenti.</div>
<div><span style="color: #3366ff;"><strong>FONTE ANSA</strong></span></div>
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		<title>Rick Astley è primo worm per iPhone</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 17:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato rilasciato il primo worm scritto per l&#8217;iPhone di Apple, che sta già infettando i modelli in circolazione in Australia, dopo avere già colpito in Olanda. 
Il suo nome è Ikee e comunque è sostanzialmente innocuo: gli hacker sfruttano la password predefinita, che pochi utenti si prendono la briga di cambiare, per installare software [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato rilasciato il <span style="color: #0000ff;"><strong>primo worm</strong> </span>scritto per <span style="color: #008000;"><strong>l&#8217;iPhone di Apple</strong></span>, che sta già infettando i modelli in circolazione in Australia, dopo avere già colpito in Olanda. <span id="more-2178"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il suo nome è<span style="color: #800000;"><strong> Ikee </strong></span>e comunque è sostanzialmente innocuo: gli hacker sfruttano la password predefinita, che pochi utenti si prendono la briga di cambiare, per installare software non autorizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelle perpetrate finora sono solo azioni dimostrative: in particolare, è stato cambiato lo sfondo sostituendo quello impostato dall&#8217;utente con uno che raffigura Il popolare cantante degli anni 80 <span style="color: #ff0000;"><strong>Rick Astley</strong></span>.                        <br />
Il problema è che il metodo utilizzato dagli hacker può essere utilizzato per combinare danni ben più gravi nei telefoni che non sono protetti, come per esempio prelevare dagli iPhone informazioni sensibili come la rubrica dei contatti. Graham Cluley, un consulente di Sophos, mette in guardia dall&#8217;ironia che gira attorno a questo &#8220;scherzo&#8221; e che potrebbe in realtà rivelarsi una breccia per favorire azioni ben peggiori.<br />
                                      <br />
Nel dettaglio, il worm non infetta tutti gli iPhone, ma solo quelli Jailbreakkati, che hanno installata una utility che si chiama <span style="color: #003366;"><strong>SSH</strong></span> (Secure Shell) e che ha preinpostata la password di default &#8216;alpine&#8217;. SSH consente di collegarsi in modo remoto all&#8217;iPhone e non è un software pericoloso, a meno che non si lasci attiva la <strong>password predefinita</strong> per accedere al terminale via Internet, cosa che stanno facendo gli<span style="color: #ff6600;"><strong> hacker </strong></span>in Australia.                                    <br />
Il <strong>worm</strong> che sta dilagando in questo momento è stato scritto mercoledì scorso da Ashley Towns, un ragazzino di 21 anni di Wollogong, in Australia, che in una intervista via instant messaging ha dichiarato che pensava di avere fatto solo una marachella, e che non si sarebbe mai aspettato che diventasse un problema di tale portata. Quello che il ragazzo voleva era solo avvisare i possessori di iPhone di cambiare le password di default se utilizzavano programmi SSH, perché si era accorto che moltissimi (quasi tutti) non avevano idea della vulnerabilità a cui avevano esposto non solo l&#8217;iPhone, ma anche i loro dati personali. Stando a quanto ha riferito, molti utenti lo hanno ringraziato.<br />
Ashley non avrebbe pensato che ci potessero essere ripercussioni legali contro di lui in seguito al suo avviso &#8216;poco convenzionale&#8217;.                         <br />
Oltre a mostrare il ritratto di Rick Astley o il video della famosa canzone &#8220;never gonna give you up&#8221;, infatti, il worm inviato da Ashley disabilita l&#8217;SSH e poi prosegue con la ricerca in Internet di altri iPhone vulnerabili da infettare.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento non si conosce l&#8217;esatto ammontare del telefoni infettati; Ashley ha dichiarato che tramite il suo cellulare ha infettato circa 100 dispositivi.                                        <br />
Domenica l&#8217;azienda di prodotti per la sicurezza F-Secure ha comunicato di non essere in grado di valutare se il worm sia uscito dai confini australiani, ma ha comunque approntato un vademecum (in inglese) da seguire per tutti coloro che hanno iPhone con jailbreak.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong>FONTE PCWORLD.IT</strong></span></p>
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		<title>Privacy: norme globali per web</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 17:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Approvato il primo pacchetto di regole &#8216;Standard&#8217; di protezione dei dati personali anche su Internet, condivise a livello internazionale. 
E&#8217; stato varato oggi a Madrid dal vertice mondiale dei garanti della privacy. Gli standard approvati non hanno valore vincolante per i governi. Ma, afferma il garante italiano Francesco Pizzetti, costituiscono una forte pressione sui governi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Approvato il primo pacchetto di <span style="color: #008000;"><strong>regole &#8216;Standard&#8217; </strong></span>di protezione dei dati personali anche su <strong><span style="color: #000080;">Internet</span></strong>, condivise a livello internazionale. <span id="more-2175"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato varato oggi a<span style="color: #800000;"><strong> Madrid </strong></span>dal vertice mondiale dei garanti della <span style="color: #ff0000;"><strong>privacy</strong></span>. Gli standard approvati non hanno valore vincolante per i governi. Ma, afferma il garante italiano Francesco Pizzetti, costituiscono una forte pressione sui governi &#8216;perche&#8217; procedano sulla strada di una regolamentazione globale&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong>FONTE ANSA</strong></span></p>
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		<title>Google se ne infischia della nostra privacy</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[Per scoprire tutto quello che Google sa su chi lo utilizza, adesso basta aprire una pagina web. 
Con una mossa volta a placare le polemiche sulla privacy, il gigante di Internet ha infatti lanciato una nuova funzione che svela i dati raccolti su ogni utente e permette di porre dei limiti alla sua &#8220;memoria&#8221; sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per scoprire tutto quello che <span style="color: #0000ff;"><strong>Google </strong></span>sa su chi lo utilizza, adesso basta aprire una pagina web. <span id="more-2172"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Con una mossa volta a placare le polemiche sulla <span style="color: #339966;"><strong>privacy</strong></span>, il gigante di <strong>Internet </strong>ha infatti lanciato una nuova funzione che svela i dati raccolti su ogni utente e permette di porre dei limiti alla sua &#8220;memoria&#8221; sulle attività svolte con i servizi di Google. Dashboard, questo il nome, è un pannello di controllo che mostra ciò che finisce negli enormi archivi di Google ogni volta che un&#8217;utente accede ai suoi servizi attraverso un account. Da qui si scopre che Mountain View ha sempre preso nota di tutto quello che si è cercato in rete, compresi i video, le immagini, le news e gli indirizzi su Google Maps.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre ad aver registrato le chat e i messaggi di posta di Gmail, i contatti, i documenti e le attività su YouTube. All&#8217;occhio del <strong><span style="color: #ff0000;">&#8220;Grande Fratello&#8221;</span></strong>, però, si può sfuggire proprio grazie allo stesso Dashboard, che consente di cambiare le impostazioni della privacy per tutte le varie funzioni. Si può ad esempio scegliere di non memorizzare le conversazioni sulla chat di Google Talk, oppure di cancellare la cronologia delle ricerche fatte sul web, che sono ciò che più mette a nudo le abitudini virtuali dell&#8217;internauta.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong>FONTE ANSA</strong></span></p>
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		<title>In cura a Roma per disintossicarsi da internet</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 22:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Policlinico Gemelli e&#8217; nato un centro di cura per la dipendenza da internet, causata magari da chat e social network come Facebook e Msn. 
Una dipendenza che nei casi patologici provoca un comportamento ossessivo verso il web. Per gli esperti, &#8217;su Facebook, almeno due iscritti su 10 ne sono dipendenti mentre, secondo i dati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Al <span style="color: #993300;"><strong>Policlinico Gemelli</strong> </span>e&#8217; nato un <span style="color: #ff6600;"><strong>centro di cura </strong></span>per la dipendenza da internet, causata magari da chat e social network come Facebook e Msn. <span id="more-2167"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una dipendenza che nei casi patologici provoca un comportamento ossessivo verso il web. Per gli esperti, <em><span style="color: #008000;">&#8217;su Facebook, almeno due iscritti su 10 ne sono dipendenti mentre, secondo i dati di uno studio dell&#8217;universita&#8217; di Perugia, su 10 persone 4 possono sviluppare abusi o dipendenza da internet, la maggior parte delle volte inconsapevolmente&#8217;.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong>FONTE ANSA</strong></span></p>
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